Chi Artaban- Le guerre contro la fame, la povertà, le malattie e l’analfabetismo non si vincono da soli. Lo sappiamo. Come sappiamo che sono sempre in pochi ad iniziare le guerre. Noi, con Artaban, abbiamo iniziato la nostra battaglia, un piccolo manipolo di laici che si avviano alla crociata per piccole ma indispensabili ed urgenti battaglie. Sappiamo che il nostro intervento sarà poco più di una goccia nell’oceano dei problemi. Ma, ispirandoci a Madre Teresa di Calcutta, vorremmo essere quella goccia che, "se non ci fosse, all’oceano mancherebbe". Per questo – forti delle esperienze fatte, con il medesimo impegno e con rinnovato entusiasmo - abbiamo riunito, nella Onlus, vecchi e nuovi compagni di avventure, un gruppo di persone di diverso orientamento, di diversa provenienza, con differenti competenze. Ciascuno impegnato per provare ad essere la goccia dell’oceano sulla base delle proprie competenze, capacità, possibilità. Per intervenire e aiutare chi ha più bisogno, in Africa, in America Latina, in Italia. Ci sono medici e paramedici, studenti e volontari, artigiani e funzionari di enti pubblici e privati, imprenditori e liberi professionisti, giornalisti e pensionati. Donne e uomini che, per lo più, sono impegnati da anni nel volontariato. Ma che non sono "professionisti del volontariato". Sono donne e uomini che vivono del proprio lavoro e che, con i proventi di questo lavoro, aiutano gli altri. Non sono pagati per fare i volontari, ma pagano per farlo. Pertanto, sarà bene specificarlo, ARTABAN Onlus opera senza costi fissi per destinare tutte le proprie risorse ai progetti. Per affiancarli è stato costituito un Comitato d’onore consultivo, costituito da personalità indipendenti, di indi­scusse ed elevate qualità umane, morali e profes­sionali. Ne fanno parte: mons. Alessandro Plotti, Arci­vescovo Emerito di Pisa, già Amministratore Apostolico ad nutum Sanctæ Sedis della Diocesi di Trapani; il prof. Giovanni Conso, Presiden­te Emerito della Corte Costituzionale, già Ministro di Grazia e Giustizia; il prof. Maurizio Grandi, oncologo ed immuno-ematologo di fama internazionale, docente universitario in Italia ed all’estero, Gran Croce Cristoforo Colombo del Congresso USA ed il dott. Santino Francesco Maccarone, No­taio in Torino, membro del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo.



Dove Artaban- Nei nostri trascorsi, abbiamo operato - individualmente o in altre strutture - in Africa (Burkina Faso, Capo Verde, Kenya, Madagascar, Mali, Repubblica Democratica del Congo, Uganda), in America Latina (Ecuador, Guatemala, Nicaragua, Perù), in Europa (Croazia), oltre che in Italia. Questa esperienza - unita ai rapporti di conoscenza, di amicizia e di reciproca fiducia instaurati con chi vive ed opera nei vari Paesi in cui operiamo - ci consente di affrontare i diversi problemi locali sulla base delle esigenze reali e non sulla spinta di una emotività che, a volte, può rivelarsi controproducente. Anche nel fare del bene la professionalità e l’esperienza diventano fattori fondamentali che garantiscono il successo di una iniziativa. Attualmente, ARTABAN è sta operando in Burkina Faso, Costa d'Avorio, Mali, Ecuador, Perù e Italia.



Cosa Artaban- Ma quali sono gli obiettivi concreti di Artaban? Sicuramente ambiziosi e variegati. A partire dalla promozione e realizzazione di progetti di sviluppo nei Paesi più poveri. Da quelli succitati a nuove destinazioni che saranno via via individuate in base alle necessità che si presenteranno come prioritarie. Con particolare attenzione agli aspetti non solo materiali ma anche culturali. Creando piccole strutture per accogliere studenti che frequentano le scuole lontano dai villaggi dove vivono con le famiglie. O pagando la diaria per chi studia in strutture già esistenti. A cominciare dalla popolazione femminile, in quei Paesi sempre più penalizzata: giovani e ragazze orfane, o con handicap psico-fisici, o provenienti da famiglie in gravissime difficoltà. Ovviamente rivolgiamo poi grande attenzione agli aspetti sanitari, per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni a basso reddito. Ciò significa inviare medici specialisti che affianchino i colleghi locali, oppure creare piccoli acquedotti, ma significa anche provvedere ad una informazione mirata sui comportamenti più corretti per evitare malattie e per una migliore alimentazione. E questo vale non solo per i Paesi lontani, ma anche per la crescente fascia di poveri italiani. Per sostenere le iniziative, Artaban invia materiali così come invia personale specializzato. Per far funzionare i macchinari, per avviare le strutture mediche, per installare gli impianti idrici. Così come organizza soggiorni e missioni di personale specializzato (medici, artigiani, tecnici) ed anche di volontari non specializzati ma desiderosi di mettersi a disposizione per un’esperienza di solidarietà e di aiuto. Ma il contributo non si ferma all’invio di donne, uomini, soldi, materiali. L’obiettivo finale è l’autosufficienza delle persone aiutate. La loro crescita professionale attraverso attività di formazione nei diversi campi, anche in collaborazione con altri enti e associazioni

DOVE OPERIAMO


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  MALI 

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 ECUADOR 

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